La località, conosciuta con il nome di "Ripamortoia", forse per l'abondanza del "myrtum", cespuglio della macchia mediterranea, è ricordata già nel 1095 in una donazione di terre al Monastero di San Cassiano a Montescalari ed era già dotata di un Castello fortificato come si evince da una pergamena del 1137 registrante un atto che fu rogato proprio nel suddetto castello di Ripamortoia. Intorno al 1260 da una nota de "Libro di Montaperti", in cui si legge che il popolo di San Silvestro a Ripamortoia ha contribuito al sostentamento dell'esercito fiorentino con un moggio di grano (24 staia), si deduce che la località doveva essere intensamente popolata e ottima produttrice di grano.
Alla fine del '500 lalocalità ha già assunto il nome moderno di "Convertoie" ed è costituita da un villaggio con Chiesa parrocchiale, dedicata a San Silvestro, e alcune case di contadini.
Oggi Convertoie risulta decentrata rispetto alle moderne vie di comunicazione, ma anticamente erano almeno tre le strade che convergevano nella località:
- la via Di Crinale, di probabile origine etrusca, che si snodav a sul crinale dei monti del Chianti da S.Polo, Poggio alla Croce, San Giusto, Sugame, Monte San Michele etc
- la strada che da Firenze penetrava nella regione Chiantigiana lungo la valle della Greve.
- il raccordo trasversale tra la romana via Cassia, Valdarno e il Chianti lungo il cui percorso sorsero i castelli di Lucolena, Dudda, Cintoia, Sezzate e Convertoie appunto.
Una parte della vigna e gli oliveti sono posti in alto, vicino alla strada provinciale che il Valdarno (Figline) con il Chianti (Greve in Chianti).
Il terreno su cui sono impiantati vigna e oliveto è costituito dal tipico Galestro che permette una perfetta areazione dell'impianto radicale delle piante.
Il vitigno più rappresentativo è il Sangiovese a bacca rossa (oltre il 90%) ed il restante 10% costituito da Cabernet.
Del tutto recentemente l'azienda agricola toscana si è ampliata mediante l'acquisizione di un nuovo vigneto che è impiantato nei pressi di Strada in Chianti.
L'oliveto è composto dalle "cultivar" più tradizionali e tipiche della zona del Chianti:
- Morellino (o Moraiolo)
- Coreggiolo
La conduzione aziendale è affidata interamente alla famiglia Brogioni, che forte di una tradizione specifica, provvede personalmente alla cura delle coltivazioni.
La produzione preminente è costituita da vino e olio.




